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sabato 16 novembre 2013

Eroe dei miei limiti


Ieri. Un giorno come tanti ma con un pensiero di troppo, un virus nel mio hardware cerebrale, indotto dalle note del brano di Ludovico Einaudi "Una mattina". 
Un nodo alla gola mi ha assalito, mi ha inghiottito, risucchiato in un istante in varco temporale che mi ha riportato indietro a quel giorno di marzo. 
Ci vuole coraggio a fare delle scelte, ma ci vuole non meno coraggio a sopportare il peso di decisioni prese da altri. Perché se delle nostre decisioni, giuste o sbagliate, ci sentiamo padroni, di quelle sentenziate da altri non possiamo che esserne schiavi.
In questa sudditanza della volontà alla realtà si misura il mio quotidiano eroismo, quello che non mi ha concesso di morire in battaglia per una nobile causa ma di vivere tutti i giorni per quella.
Lo sforzo di ogni mattina è stare dritta in piedi, guardarmi allo specchio, sorridere e darmi il buongiorno. Il resto è tutto da inventare, si naviga a vista, forti solo del coraggio di accettare l'incerto, l'imponderabile, in uno stato di vigile stupore, pronti a rialzarsi sfidando i propri limiti.
Una domenica mattina, ispirata da questo eroismo umano, mi sono dedicata quest'ode...

Ode a me


Ode a me che sono ancora e non mi perdo 
Che ricordo
sogno 
non mi arrendo
Che percorro la mia strada a un solo senso
con il candore avvolto di pudore
e uno scialle di speranze intorno al petto
La mia armatura stesa 
panno al vento
Ricordi di battaglie senza scudo
e mani nude nel gelo dell'inverno

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